sabato 6 settembre 2014

Salvatore Barile per il Talos Festival a Ruvo di Puglia

Quando la Musica ridà parola - Storia di una voce ritrovata

http://talosfestival.it/programma-talos-festival-2014


Per questo primo appuntamento pomeridiano, al pubblico ruvese (e non) viene proposta una conferenza-concerto sulla figura di Salvatore Barile, ruvese di nascita e di spirito.

Il direttore artistico Pino Minafra e l’assessore Pasquale de Palo prendono per primi la parola introducendo il tema della conferenza e ringraziando il gruppo GAL Murgia Più per avere interamente offerto questa preziosa serata.
Il maestro Minafra definisce la serata “sopra le righe, un evento che va oltre la musica e serve a formare il pubblico ruvese”.
Successivamente lascia il microfono alla flebile ma decisa voce di Salvatore Barile che racconta la sua incredibile storia assieme al Dott. Giuseppe Esposito, suo medico.

Salvatore inizia la sua storia.
E’ un trombonista affermato quando, all’età di 38 anni, gli viene diagnosticato un tumore alla laringe che in seguito a un intervento gli viene asportata.
Sebbene riesca a parlare a malapena e con difficoltà, eruttando l’aria, Salvatore esprime ai medici il suo sogno di voler continuare a suonare il suo trombone.

I medici lo etichettano inizialmente come pazzo, ma in seguito trovano una soluzione protesica che potrebbe dargli qualche speranza di parlare con più facilità, di suonare non se ne parla, Salvatore viene dunque operato ancora una volta, un intervento molto invasivo che gli lascia sul collo un foro chiuso da un cerotto bianco: per parlare senza particolari sforzi deve esercitare una pressione costante sul cerotto.

Salvatore parla ora normalmente, ma non nasconde di aver fatto tanta fatica a superare difficoltà psicologiche, fisiche e ad essere accettato dagli uomini “normali” con una voce squillante e possente.

Il suo sogno di suonare il trombone è sempre vivo nella sua mente, ma sembra ancora pura follia. Nonostante le esigue speranze, Salvatore ci prova e dopo vani tentativi un suono esce dal suo trombone.
E’ la gioia pura, una sensazione bellissima che sorprende lui stesso e i medici.

Oggi Salvatore suona il flicorno tenore, il suo trombone ha bisogno di due mani per essere suonato: lui è come se ce n’abbia solo una. Il nostro concittadino gira l’Italia a raccontare la sua emozionante storia, testimoniando come il mistero della musica sia così forte da spingere un uomo senza le corde vocali a suonare uno strumento a fiato.

Ma Salvatore va oltre tutto ciò: la sua storia insegna che per superare le più grandi difficoltà occorre sì un pizzico di fortuna, ma anche tanta forza di volontà, sacrificio e passione.
A dimostrazione di ciò, Salvatore ha proseguito la serata suonando con il suo amico pianista Domenico Bruno brani come “Tu si’ na cosa grande”, “Vesti la giubba”,” Con te partirò” e “Nessun dorma”.

Come già anticipato da Pino Minafra, ognuno di noi, uscendo da quell’auditorium, è un po’ cresciuto e in futuro affronterà le difficoltà in maniera diversa, magari avendo nella mente l’immagine di un uomo, il suo dito sul collo, il suo flicorno e le sue melodiose note.



http://www.passalaparola.net

La sorpresa finale



Il ritorno del suono. Salvatore Barile torna ad esibirsi da trombonista.


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